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s.vito - milano

L’ultimo sorriso, Giorgia, me lo regala dal mondo dei sogni, neanche sapesse che sto per partire…dorme serena, di quella serenità che può appartenere solo ad un bambino…ero arrivata pesante ma come sempre il mare, questi luoghi, non hanno tradito prendendosi tutto il marcio per restituirmi solo pace in cambio…ho vissuto da sola in questi giorni ed ho scoperto che avevo bisogno di me…qualcuno continuerà a ripetermi che sola non so stare, dentro di me so perfettamente che si sbaglia…
Gli alberi, nel parcheggio del mare, sono ormai alti e fanno ombra…sembrava ieri quando li stavano piantando e mi chiedevo “chissà quando serviranno davvero a fare ombra”…eccoli qui, il tempo passa, ti cambia…non so se curi credo più al fatto che cambi…e ripenso ad un mondo che non mi appartiene più, di cui tengo solo stretti i ricordi…bellissimi tra l’altro…prendo la bici e mi metto alla prova, sudo, sbuffo e smadonno ma vinco io e arrivo in un altro posto pieno di me…sulla porta di casa una donna ormai stanca, con mille pieghe sul viso ma fiera, forte, finalmente libera…sono contenta di aver fatto quel viaggio, tutta la fatica dell’andata, in salita costante, viene smaltita dalle pedalate agili di un ritorno senza pensieri, in discesa…
Siamo “cresciuti” tutti cazzo…Vincenzo si sposa…ed io ricordo i nostri viaggi in macchina coi Madreblu ed i discorsi sui nostri dolori “troveremo anche noi la nostra strada?”…Titti e Claudio hanno una bimba dolcissima, che ride sempre…mi ricorda qualcuno ed io credo che quel qualcuno dall’alto l’abbia sempre guardata e protetta…
I miei sono nonni…perfetti nel darsi…questo è quello che mi hanno insegnato: “amare senza riserve”…
Mi ritrovo ad un tavolo con due signore anziane e due bambini ormai grandi…non sopporto la maleducazione di quel momento e mi scopro grande nel rimproverarli, credo di poterlo fare, senza urlare, con assoluta calma…la loro mamma è per me come una sorella e so che non avrebbe avuto nulla in contrario…una delle due signore anziane, dopo, mi farà piangere raccontandomi il modo in cui ha tenuto la mano negli ultimi istanti a qualcuno che non c’è più…
Il tempo passa cazzo…ma i profumi, i colori, l’amore di e per alcune persone continui a sentirlo sulla pelle, nello stomaco…è il richiamo per quella terra, non si può spiegare, si vive…e chi non lo vive è senza dubbio più povero dentro…
Da lontano arrivano segnali importanti e lezioni di vita di cui farei sinceramente a meno…sono sempre più convinta che certi psicologi siano bravi solo ad infilare merda nel cervello delle persone…mi chiedo solo quando questi enormi castelli di merda crolleranno cosa rimarrà delle loro sterili convinzioni e cosa se ne faranno di ore passate su un lettino e di altre passate a costruirsi delle barriere ridicole
Torno a Milano con Runa…sul treno mi metto in disparte e scrivo queste righe…il mare si allontana ma che importa se lo porto dentro?

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