Passa ai contenuti principali

chemical sisters

Il cielo minaccia pioggia ma i pass sono in cassa, per tutte.
E' strano ritrovarsi assieme dopo tanto tempo ma c'è qualcosa di estremamente istintivo e necessario.
Dunque ritiriamo il biglietto ed entriamo nell'Arena di Rho: per cominciare un bel panino con salamella e birra, per tutte.
Nel padiglione di fronte cominciano a scaldare i motori ma è quando cala il silenzio che ci rendiamo conto che tutto sta per accadere: il sound dei Chemical è magico, fluido, familiare ed extra-terrestre...bisogna bere birra per contenere l'emozione di essere lì, dopo tutto quanto è successo, il cuore ha bisogno di ubriacarsi un po', per tutte.
Ma tutto non può finire così...c'è bisogno di un posto speciale, solito ma insolito, che metta il sigillo su una serata vissuta, voluta, riuscita, per tutte: il rock and roll sarà per sempre nel mio cuore l'ennesimo laboratorio di emozioni, situazioni, periodi, momenti.
Dunque mi godo il momento, i Chemical, gli abbracci, i piccoli istanti d'imbarazzo, il vodka lemon scambiato con una corona, sbiascico ma potrei giurare che ad ubriacarmi non è stata certo la birra.
Mi sono resa conto che ho bisogno di vivere un sacco di cose perchè mercoledì, per motivi che poi spiegherò, mi è stata data l'opportunità di ricominciare.

Commenti

Post popolari in questo blog

rep etra is eroum

Ho sempre nutrito un affetto particolare per questa canzone- bonsai di Carmen Consoli e forse perchè dice una cosa precisa e sentita: per arte si muore appunto. Dopo la mia prima lezione di pianoforte ed il contatto con una persona speciale come la mia insegnante posso dire di aver già imparato qualcosa e di sentirmi più "ricca". Carmen Consoli andata e ritorno poi, con i pensieri che viaggiano ed il cuore leggero sono tutto quello che mi serve.

La prossima fermata

Mi vieni a trovare, di tanto in tanto, in un'immagine, dentro un profumo, tra le pagine di un libro, negli occhi di persone della tua età che incrocio per strada e poi nei sogni. Così qualche notte fa ti ho trovata immobile davanti ad una porta bianca, hai aspettato che ti mettessi, piano, una mano su una spalla e ti sei voltata per guardarmi ed ovviamente sorridermi, mi sorridevi sempre; ti ho preso le mani ed abbiamo ballato insieme, poi mi sono messa vicina a te ed hai cominciato a dirmi di quanto fosse assurdo non riuscire più ad associare il nome a quello che pensiamo, vediamo, vogliamo esprimere perché nei rari momenti in cui quel male crudele ti toglieva le mani dal collo, tu ti rendevi perfettamente conto che qualcosa non "funzionasse" più in te. Ma non lo hai detto affatto per piangerti addosso, no, tu lo hai detto per me, aggiungendo: "nella vita prendi lo zaino e vai per il mondo e alla prossima fermata ci pensiamo, no?!" Due giorni dopo ricevo u...