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il nipote di vallanzasca

Sono nervosa, il weekend è stato troppo pieno, non è servito a rigenerarmi, sono in macchina con P. e torno verso casa dopo il temporale pazzesco al rock and roll...P vede qualcosa, cosa?Un corpo per terra, sembra che dorma...poco più in là dei ragazzi al distributore automatico di sigarette che fanno finta di non vederlo...accosto, noi non riusciamo a far finta di nulla.
Tutto bene?Paolo risponde confuso, dice di conoscermi e di NON essere ubriaco...ha gli occhi stanchi e la pelle bruciata tipica di chi beve troppo e da un po'...dice di star bene Paolo, dice di essere il nipote di Vallanzasca, che gli ha lasciato solo casini e lui si è girato San Vittore, Opera e Monza...poi piange, scoppia in un pianto che neppure un bambino, mentre ci dice che "io non sono cattivo"...certo, lo rassicuriamo e non per prenderlo in giro ma perchè Paolo più che cattivo sembra solo avere qualche ferita di troppo sul cuore...e una gran voglia che qualcuno ascolti i suoi perchè...non ha più voglia di essere chiamato "figlio di puttana" come hanno fatto certi, dice lui, albanesi e neppure di tornare a casa dalla sua convivente calabrese che "urla, urla sempre e a me dà fastidio".
P. gli regala un pacchetto di sigarette e Paolo in qualche modo, a modo suo, ringrazia, andando a casa come gli abbiamo suggerito, almeno provandoci e facendomi notare che ho un faro che non va...grazie Paolo, un senso a questa sera lo hai dato tu certamente.

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