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Febbre

E' un lunedì sera preludio dell'influenza, piove, non fa eccessivamente freddo ma la mia temperatura corporea è fuori fase ed i brividi salgono dalla schiena.
Devo vedermi a cena con una persona, Via Colonna, si, conosco la zona, un'occhiata al tutto città, per scrupolo e perchè il mio senso dell'orientamento, come il cielo di stasera, fa acqua da tutte le parti.
Parcheggio su un viale a me conosciuto ma il buio di questa sera di gennaio impedisce a tutti i ricordi di riaffiorare.
Mi faccio guidare, senza fare molta attenzione, al posto in cui mangeremo...ci siamo, la vetrina illuminata impedisce anche ai ricordi più lontani di non riaffiorare ed inizia il mio rewind, l'ennesimo.
Non ho chiamato, non ho scritto, non sono passata, mi è sfuggita di mano la situazione e ci sono volte in cui indietro non si torna.
Questo pensiero tuttavia mi sbatte in testa da mesi, come una mosca che non si accorge del vetro di una finestra e imperterrita continuerà a sbatterci una, dieci, cento volte.
Perchè non ho detto, scritto o fatto non importerà a nessuno ed in fin dei conti non è la cosa che conta, non avrebbe sopito il dolore di chi sta soffrendo nè tantomeno mi avrebbe resa una persona migliore o peggiore di così, come sono.
Già, come sono?Non lo so, non lo sento, il mio volume è troppo basso o troppo alto, non si presta all'ascolto, alla chiarezza, alla lucidità...è tutto troppo poco o troppo, l'equilibrio si è frantumato, le mie mani non tremano, la mia voce non esce, è più che rotta, è muta.
Sono certa di aver pensato per tutto il tempo a cosa avrei dovuto fare e non ho fatto anche se sono già arrivata alla conclusione che non avrei potuto fare nulla, nulla di buono tantomeno di giusto.
L'influenza prende il sopravvento, devo andare a casa, mettermi sotto le coperte e lasciare che questa febbre esploda, mi faccia sudare, soffrire, spaventare, mi faccia sentire.
Riprendo la macchina, svolto in Alberto Mario, dovevo farlo, sono da sola, il buio mi avvolge, arrivo al punto, il solo dubbio è destra o sinistra, si stringe il cuore, non riesco a respirare e non è solo la febbre; il tempo, la pioggia, hanno già cancellato tutto ma nella mia testa è ancora tutto lì...e lo sarà anche ad aprile quando cercherò di essere solo quella che sono e dovrò tornare proprio lì, dove tutto è finito.

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