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Afferrare

I cimiteri non mi hanno mai spaventata, in questo siamo state profondamente diverse, li trovo luoghi di pace, forse un po' illusori ma luoghi "amici".

Una giornata trascorsa tutti assieme, ci unisci per l'ennesima volta, ci porti inaspettatamente a casa tua, in un tavolo lungo, fatto di semplicità e qualche faccia "nuova", andiamo avanti ma continuiamo a farlo con te, inciampando nei ricordi che ci hai invitato a custodire stretti dentro di noi.
Finalmente il freddo odioso di quel maledetto dicembre è stato soffiato via dalla stagione che preferiamo, che era la tua preferita, finchè hai potuto, sei stata una lucertola che in questo periodo dell'anno si colorava di nero e non rinunciava ad un giorno di mare.
Sei li con noi mentre scaldiamo la lasagna, ci mettiamo la pasta fredda nei piatti e, ognuno a modo suo, ti respiriamo e ci facciamo coccolare dal tuo abbraccio, ognuno di noi ti nomina, imita qualche tuo modo di dire, mi giro verso la tua poltrona, so che ci sei.

Nella tua camera è tutto ancora in ordine, il tuo letto mi colma gli occhi di lacrime, le cose ancora come le avresti lasciate tu, un ordine logico, semplice, tradizionale, caldo; in bagno guardo il seggiolino dentro la doccia e ripenso a quanto ti piaceva farti "scorticare".

Vengo a trovarti al cimitero, sorridi mentre io scoppio in un pianto violento, che non controllo ma alzo lo sguardo e tu mi sorridi, sei un sole dentro le tenebre, vorrei restare ancora con te, ti parlo, ti bacio, sussurro la tua canzone e metto in ordine i fiori, so che sei in pace, per un attimo credo che allungando la mia mano posso afferrare la tua, non so quante volte urlo dentro che mi manchi, mi manchi e mi manchi e tu mi regali ancora un sorriso, mi dici "vai Chichì, io non ho paura".

Commenti

doni ha detto…
"io non ho paura"...lo spero tanto...<3 <3 <3

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