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Il dolore è un usuraio...

Palermo è uno dei personaggi più controversi di questa stagione, uno di quelli che non perdonerai ma che, alla fine, non odierai neppure.

Personalmente non lo detesto perché è riuscito a trovare le parole per farsi commiserare, con una metafora che esplode come una granata e ti lascia lì, rincoglionito e con quel fischio nell'orecchio che per un po' non ti fa sentire nulla, capisci soltanto che non sei morto.

Piano piano inizi a toccarti il corpo per capire se sei ancora tutto intero, lo sei?
Cosa conta dopo un trauma enorme?
Chi siamo dopo che ci hanno strappato il cuore dal petto?
Come andiamo avanti con l'anima dilaniata?

In questi mesi di grande dolore, in cui tutto si è fermato ed abbiamo avuto del tempo per tornare a guardarci dentro, non siamo diventati migliori credo ma sicuramente più consapevoli di qualsiasi cosa siamo o non siamo diventati, delle occasioni che abbiamo sprecato, delle persone che abbiamo trascurato e di quelle a cui abbiamo dato eccessiva importanza, del fatto che per la costante fretta di "arrivare", ci siamo completamente smarriti o, peggio, annientati, abbiamo dimenticato di ascoltare non solo noi stessi ma tutti gli altri, ci siamo dimenticati del profumo del mare, della musica del silenzio, dei colori del cielo, dei papaveri che esplodono rossi ed incantevoli nei prati.

Viviamo con più consapevolezza, cercando le cose vere, essenziali, con più coraggio, rompiamo le righe, tendiamo la mano, apriamo il cuore.

E' impensabile evitarlo ma meno debiti contraiamo con il dolore, meglio è.

...se contrai un debito con lui, non lo ripaghi mai più.


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