Passa ai contenuti principali

D come Dannata Ingenua

Era da troppo tempo che non riascoltavo questa canzone, mi ricorda un viaggio sulla 90 con il lettore cd, quello rotondo ed imbarazzante, anno della maturità, pioggia e odore di asfalto; abbigliamento decisamente alternativo...si, al buon gusto!!!
Nelle orecchie "Mediamente isterica" e nella testa solo Carmen Consoli.
Fu un album catastrofico dal punto di vista discografico, io lo trovavo e lo trovo tuttora un grande lavoro...perchè non so se qualcuno ricorda/conosce pezzi del calibro di "in funzione di nessuna logica", "14luglio", "Geisha", "Contessa miseria"...
e poi "D come dannata ingenua" mi calzava allora così come mi calza ancora oggi...perfettamente!

Ho digerito il boccone amaro
e conosco perfettamente
i tuoi scopi indegni
come nessun'altra
ho sepolto gli sciocchi idealismi infantili
e adesso posso affermare
di essere una donna con la D maiuscola
di essere una donna mediamente isterica

D come dannata ingenua
per quanto tempo ho subito i tuoi raggiri
D come dannata ingenua
per quanto tempo hai tramato alle spalle

Commenti

Ale ha detto…
non so se è significativo, ma io me le ricordo tutte...e anche benissimo!

Post popolari in questo blog

rep etra is eroum

Ho sempre nutrito un affetto particolare per questa canzone- bonsai di Carmen Consoli e forse perchè dice una cosa precisa e sentita: per arte si muore appunto. Dopo la mia prima lezione di pianoforte ed il contatto con una persona speciale come la mia insegnante posso dire di aver già imparato qualcosa e di sentirmi più "ricca". Carmen Consoli andata e ritorno poi, con i pensieri che viaggiano ed il cuore leggero sono tutto quello che mi serve.

La prossima fermata

Mi vieni a trovare, di tanto in tanto, in un'immagine, dentro un profumo, tra le pagine di un libro, negli occhi di persone della tua età che incrocio per strada e poi nei sogni. Così qualche notte fa ti ho trovata immobile davanti ad una porta bianca, hai aspettato che ti mettessi, piano, una mano su una spalla e ti sei voltata per guardarmi ed ovviamente sorridermi, mi sorridevi sempre; ti ho preso le mani ed abbiamo ballato insieme, poi mi sono messa vicina a te ed hai cominciato a dirmi di quanto fosse assurdo non riuscire più ad associare il nome a quello che pensiamo, vediamo, vogliamo esprimere perché nei rari momenti in cui quel male crudele ti toglieva le mani dal collo, tu ti rendevi perfettamente conto che qualcosa non "funzionasse" più in te. Ma non lo hai detto affatto per piangerti addosso, no, tu lo hai detto per me, aggiungendo: "nella vita prendi lo zaino e vai per il mondo e alla prossima fermata ci pensiamo, no?!" Due giorni dopo ricevo u...