Passa ai contenuti principali

otto ohm

Sconfiggerò il senso di abbandono lavando con la musica il tempo che rimane ed asciugando al sole io vedrò svanire le mie abitudini cattive Perché la notte ha inghiottito il copione ha ucciso la memoria, la speranza, il sogno è ancora troppo facile per me sentirmi solo finché fa giorno Per me che seguo in questo buio la mia lucciola che sopravvivo ai miei segreti inconfessabili per me che in fondo voglio solo vivere Il resto è la paura di non farcela Lascerò volare via le stupide certezze l'egoismo di chi è sempre solo per fare spazio solamente alle carezze ed evitare di pensare a senso unico Affiderò al vento tutta la tristezza nel fuoco brucerò la nostalgia di questi strani giorni labili in cui restare vuole dire andare via Per me che seguo in questo buio la mia lucciola che sopravvivo ai miei segreti inconfessabili per me che in fondo voglio solo vivere Il resto è la paura di non farcela Per me in questo mio mostrarmi vulnerabile ho conosciuto tutte quelle cose che danno alla mia vita presa a morsi il tuo sapore il resto è la paura di sorprenderci.

Commenti

Post popolari in questo blog

rep etra is eroum

Ho sempre nutrito un affetto particolare per questa canzone- bonsai di Carmen Consoli e forse perchè dice una cosa precisa e sentita: per arte si muore appunto. Dopo la mia prima lezione di pianoforte ed il contatto con una persona speciale come la mia insegnante posso dire di aver già imparato qualcosa e di sentirmi più "ricca". Carmen Consoli andata e ritorno poi, con i pensieri che viaggiano ed il cuore leggero sono tutto quello che mi serve.

La prossima fermata

Mi vieni a trovare, di tanto in tanto, in un'immagine, dentro un profumo, tra le pagine di un libro, negli occhi di persone della tua età che incrocio per strada e poi nei sogni. Così qualche notte fa ti ho trovata immobile davanti ad una porta bianca, hai aspettato che ti mettessi, piano, una mano su una spalla e ti sei voltata per guardarmi ed ovviamente sorridermi, mi sorridevi sempre; ti ho preso le mani ed abbiamo ballato insieme, poi mi sono messa vicina a te ed hai cominciato a dirmi di quanto fosse assurdo non riuscire più ad associare il nome a quello che pensiamo, vediamo, vogliamo esprimere perché nei rari momenti in cui quel male crudele ti toglieva le mani dal collo, tu ti rendevi perfettamente conto che qualcosa non "funzionasse" più in te. Ma non lo hai detto affatto per piangerti addosso, no, tu lo hai detto per me, aggiungendo: "nella vita prendi lo zaino e vai per il mondo e alla prossima fermata ci pensiamo, no?!" Due giorni dopo ricevo u...