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un solco profondo

Non si può avere tutto: voglio dire Simone, i Masai e la loro prima reunion, nuovi e vecchi sorrisi alla fine di un live semplice ma speciale.
Sono agitata, P tenta di farmi ragionare ma è del tutto inutile quando sto così, quando mi convinco che la voce non uscirà, che su quel pezzo non rendo poi molto, che non sarò all'altezza delle aspettative di ognuno...che,che,che...mi portano fino al Totem dove scorrono veloci le ore che portano al "debutto": Simone attacca con la chitarra ed io capisco che nulla può essere perfezionato, che bisogna fare un bel respiro e lasciare che la magia di sempre avvenga.
Mentre scorrono le note, le parole, come un treno, mi scorre davanti la vita degli ultimi tempi...non è mai facile: che le cose vadano bene o male inevitabilmente la malinconia è lì, in agguato come il tuono dopo il lampo.
"La musica è finita"...è il momento dei saluti, degli abbracci, dei sorrisi appunto e capisco che la magia è avvenuta di nuovo, che tutta quella tensione poteva essere inutile ma infondo era indispensabile; ancora una birra con Simone e due persone speciali, poi un paio di sms di chi c'è stato e vuole darmi ancora un abbraccio e di chi non c'è potuto essere ma è come se fosse stato lì.
Infine, mentre chiudo gli occhi e mi sento fortunata come ogni sera, ci sono i "sogni" a ricordarmi quel solco profondo.

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