Passa ai contenuti principali

questa notte

Ho la sensazione di non essere poi così forte, ho paura per la prima volta, sento che tutto non è poi così scritto...rivivo la sensazione di quei momenti già vissuti...è la consapevolezza di oggi a rendere tutto così difficile...tornare indietro andando avanti...sentire la responsabilità delle preoccupazioni altrui, il tentativo di rassicurare se stessi rassicurando altri...
Penso a come mi sentivo forte su quel campo da beach, coprivo da sola tutta la difesa e non cadeva un pallone: tirato forte o piano, lungo o corto...ero sicura, certa, leggevo il gioco in anticipo...vincemmo il torneo, un paio di occhiali da sole e una cena di pesce...
Anche ora sono sulla difensiva ma sono fuori forma e meno spavalda di allora...
Ho paura: se lo dico va via?

Commenti

doni ha detto…
Ti voglio bene come e più che a una sorella e ti vorrei stringere forte forte e mandare via tutte le paure...non sei tu a dover rassicurare noi...siamo noi che siamo con te ,perchè noi SIAMO TE...e tu sei una parte di noi...
Supereremo anche questa e non aggiungo altro perchè è stato già detto tutto.
Pi ha detto…
Lo diciamo assieme?
Mary ha detto…
I love you all!!!

Post popolari in questo blog

rep etra is eroum

Ho sempre nutrito un affetto particolare per questa canzone- bonsai di Carmen Consoli e forse perchè dice una cosa precisa e sentita: per arte si muore appunto. Dopo la mia prima lezione di pianoforte ed il contatto con una persona speciale come la mia insegnante posso dire di aver già imparato qualcosa e di sentirmi più "ricca". Carmen Consoli andata e ritorno poi, con i pensieri che viaggiano ed il cuore leggero sono tutto quello che mi serve.

La prossima fermata

Mi vieni a trovare, di tanto in tanto, in un'immagine, dentro un profumo, tra le pagine di un libro, negli occhi di persone della tua età che incrocio per strada e poi nei sogni. Così qualche notte fa ti ho trovata immobile davanti ad una porta bianca, hai aspettato che ti mettessi, piano, una mano su una spalla e ti sei voltata per guardarmi ed ovviamente sorridermi, mi sorridevi sempre; ti ho preso le mani ed abbiamo ballato insieme, poi mi sono messa vicina a te ed hai cominciato a dirmi di quanto fosse assurdo non riuscire più ad associare il nome a quello che pensiamo, vediamo, vogliamo esprimere perché nei rari momenti in cui quel male crudele ti toglieva le mani dal collo, tu ti rendevi perfettamente conto che qualcosa non "funzionasse" più in te. Ma non lo hai detto affatto per piangerti addosso, no, tu lo hai detto per me, aggiungendo: "nella vita prendi lo zaino e vai per il mondo e alla prossima fermata ci pensiamo, no?!" Due giorni dopo ricevo u...