Passa ai contenuti principali

La gioia e la sua nostalgia...

Ancora un pensiero per te: chi lo avrebbe detto che ti avrei trovata tante volte dentro me?

Ti ricordo in quel maggio del '99, hai fatto i bagagli e sei partita per me, nell'impresa disperata di insegnarmi qualcosa che mi ero rifiutata di studiare in 3 anni.
All'epoca ero incosciente più di ora ma tu sapevi che ce l'avrei fatta o più che altro sapevi che ce l'avresti fatta tu e mi hai portata alla maturità scientifica, dove mi presentavo con un 4 in pagella in matematica, a fare un compito da 6; e sono certa ci fossi anche in quel bagno in cui a metà mattina mi sono rinchiusa perchè due esercizi su tre non li sapevo fare, poi quel lampo e la penna che andava da sola sul foglio e pensa a quale sarebbe stato il voto se non avessi invertito sul finire il valore di "x" con quello di "y".

E come canta Fabi mi porterò sempre dentro "la gioia e la sua nostalgia perchè tutto è dentro, quello che hai, quello che sai, è dentro".

Commenti

doni ha detto…
chissà quanti pugni in testa in quel maggio del '99 ...
>3
Mary ha detto…
Con me era sufficiente l'urlo assassino!ahahahhaha <3

Post popolari in questo blog

rep etra is eroum

Ho sempre nutrito un affetto particolare per questa canzone- bonsai di Carmen Consoli e forse perchè dice una cosa precisa e sentita: per arte si muore appunto. Dopo la mia prima lezione di pianoforte ed il contatto con una persona speciale come la mia insegnante posso dire di aver già imparato qualcosa e di sentirmi più "ricca". Carmen Consoli andata e ritorno poi, con i pensieri che viaggiano ed il cuore leggero sono tutto quello che mi serve.

Rimediare

Se un mese fa mi avessero detto che sarei rimasta a casa per 30 giorni, probabilmente mi sarei messa ad urlare. Un mese esatto fa la mia vita, come quella di chiunque di lì a poco, sarebbe cambiata radicalmente, c'è chi, addirittura, azzarda per sempre. Trenta giorni, tondi tondi, fa mi veniva chiesto, in via precauzionale e lungimirante, dai miei datori di lavoro di "lavorare da casa", perché da dove arrivo io "non si sa mai". La prima settimana è stata rilassante, alzarsi alle 09 per iniziare a lavorare alle 10, non avere più i minuti contati per prepararmi e correre a prendere l'autobus, non essere obbligata a vedere le stesse facce di ogni giorno, avere il pasto caldo anche a pranzo, il pomeriggio riuscire a cogliere gli ultimi momenti del giorno, i miei preferiti, per camminare nei campi, nel verde, la sera avere forze ed ore davanti a me per rivedere amici che solitamente non ho modo di frequentare come vorrei; la prima settimana nessuno ripeteva, ...

La prossima fermata

Mi vieni a trovare, di tanto in tanto, in un'immagine, dentro un profumo, tra le pagine di un libro, negli occhi di persone della tua età che incrocio per strada e poi nei sogni. Così qualche notte fa ti ho trovata immobile davanti ad una porta bianca, hai aspettato che ti mettessi, piano, una mano su una spalla e ti sei voltata per guardarmi ed ovviamente sorridermi, mi sorridevi sempre; ti ho preso le mani ed abbiamo ballato insieme, poi mi sono messa vicina a te ed hai cominciato a dirmi di quanto fosse assurdo non riuscire più ad associare il nome a quello che pensiamo, vediamo, vogliamo esprimere perché nei rari momenti in cui quel male crudele ti toglieva le mani dal collo, tu ti rendevi perfettamente conto che qualcosa non "funzionasse" più in te. Ma non lo hai detto affatto per piangerti addosso, no, tu lo hai detto per me, aggiungendo: "nella vita prendi lo zaino e vai per il mondo e alla prossima fermata ci pensiamo, no?!" Due giorni dopo ricevo u...