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Abitudine

Quanto ci spaventa e quanto ne siamo dipendenti...dall'abitudine, che in fondo, se ci penso, quantomeno ne siamo circondati.
Che la si voglia oppure no, che ci piaccia o meno, che si cerchi di sfuggirle o no.
Abitudine, filo sottile che può condurre alla dipendenza perchè senza le nostre abitudini ci sentiamo smarriti, spaesati, magari anche vuoti; perchè ci dà fastidio un'abitudine, qualsiasi, specialmente quelle che ci fanno pensare che non vogliamo più quella determinata cosa ma semplicemente ci siamo abituati ad averla...ed effettivamente è un ragionamento orribile ma io, personalmente, voglio dare all'abitudine un'accezione del tutto positiva.
Le mie abitudini me le sono costruite, le voglio proteggere, sono una parte integrante di me, a cui non rinuncio perchè qualcuno ha deciso che l'abitudine sia qualcosa, come dicevano i Subsonica, "un soggetto da evitare".
Le mie abitudini come lasciare un bigliettino sul tavolo quasi (anche del "quasi" ne faccio un'abitudine) ogni giorno per la persona che amo, come chiamare E. ogni mattina tra le 9.00 e le le 9.30, come ritrovarmi su skype con A. ed F. a sparare cazzate, come bere ogni mattina una tazza di latte rigorosamente freddo, leggere il blog di Joe, da poco quello di Frensis, come mangiare sushi al massimo ogni 15 giorni, perfino come sognare Runa allo stesso modo.
Da cosa precisamente dovrei "guardarmi"?
Abitudini, buone abitudini, abitudini che mi fanno stare bene, mi ricordano che sono fortunata e che senza non immaginerei di stare.

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