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Allora avremmo potuto cantare il blues

Ottobre, ti aspettavo ma non ero poi così preparata.
Sei freddo e uggioso e, come dicevo in un ottobre di tanti anni fa, mi regali foglie secche e nostalgia.
Mi hai costretta a lasciare a casa il motorino e a percorrere nuovamente la strada di andata e ritorno dall'ufficio sottoterra...d'altra parte cosa c'è da vedere sopra, se non tutto il grigio col quale ci stai avvolgendo?
Ebbene, qualcuno mi ha detto che questo è il mese più bello dell'anno, ho ascoltato ma non mi sono fatta imbrogliare, ho comprato il mensile senza fare troppe storie ed ho ripreso in mano "Life", più di un titolo, più di un libro direi.
Ho fatto fatica ad entrarci in confidenza ma nonostante le prime pagine avevo intuito che valeva la pena "soffrire" per voltare pagina e scoprire il resto, (Life appunto).
Quindi ho stretto i denti, non ho saltato neppure una pagina per paura di perdermi la svolta, quel passaggio in cui mi sarei perdutamente appassionata leggendo le parole di Mr. Keef.
Non mi sbagliavo, come non sbagliavo ascoltando Carmen Consoli a 15 anni...e non da "confusa e felice", io parlo di "due parole", dopo quel disco o eri sordo o dovevi aspettarti "diversi", "fidarmi delle tue carezze", "blunotte", "per niente stanca", "l'ultimo bacio"...insomma Carmen Consoli.
Non mi sbagliavo, dicevo, perchè finalmente la svolta è arrivata e anche se me l'aspettavo, mi ha colta di sorpresa, facendomi leggere le stesse righe almeno 100 volte, allo stesso modo in cui premi rewind e play dopo che ascolti una canzone che ti squarcia l'esistenza:
"Dovevamo uscire di casa e tornare con il cuore infranto, allora avremmo potuto cantare il blues"

Life, Keith Richards (per superare ottobre).

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