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Come il terremoto...

E' come il terremoto, le scosse di avvertimento nessuno le reputa degne di nota, pericolose, nessuno pensa di dover abbandonare la propria casa.
Ci convinciamo che è tutto nella norma, che le mura che ci circondano sono sicure, non crolleranno, quella è casa nostra e va tutto bene.
Intanto quella crepa sul muro dovrebbe dirci qualcosa ma ignoriamo perfino questo segnale, lo ignoreremo.
Quindi verremo buttati giù dal letto nel cuore di una notte, nel momento in cui siamo più impreparati e, ancora, in quel preciso momento, non ci renderemo conto di cosa è realmente accaduto.
Penseremo, istintivamente, a metterci in salvo e a portare con noi le persone care, qualche oggetto che riteniamo importante.
Così ci ritroviamo davanti al fatto compiuto: quello che c'era, non c'è più e non tornerà indietro.
Quello è il vero trauma, il dolore acuto che ci porteremo dentro e non se ne andrà più via.
Nel momento esattamente successivo a quella scossa che ci ha sventrato più dentro che fuori, ci guarderemo attorno e non sapremo darci pace, mai più.

In ogni signora di circa 80 anni che vedo e sento lucida, ancora presente a se stessa, io cerco voi due e non mi do pace, vorrei ricostruire ogni singolo istante che ha preceduto il crollo ma ero impreparata e non ci riesco, mi attacco disperatamente a tutti i ricordi che ho, li stringo, li fisso, maledico questa subdola malattia che passa come un terremoto, ha sventrato le nostre case lasciandoci al freddo, privati delle nostre certezze più vere.




Commenti

doni ha detto…
e anche a coglierne i segni temo che non avremmo potuto arginare lo stesso la tragedia che giorno dopo giorno fa crollare un mattone della nostra casa,nei giorni peggiori anche una parete intera e noi siamo lì a guardare quelle persone piccole e fragili che vivono con noi e non riusciamo a portarle in salvo...
Anonimo ha detto…
Wow..mi ha colpito profondamente questo testo, una riflessione a cui non sempre si presta la giusta attenzione..

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