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Prefazione

Mi dico che è presto per sentire che quello che ho attorno mi appartenga già e che peraltro potrebbe non succedere.
Non ricordo mai come sia stata la volta precedente, quanto ci ho messo anche solo a dimenticare quella sensazione di avere tutti gli occhi puntati addosso, perchè fino ad un certo punto non ti confonderai tra la "moltitudine", non le sentirai ma sai che sarai oggetto delle loro conversazioni, a chi avrò fatto una buona impressione, a chi non sarò affatto piaciuta, chi non si accorge o per partito preso decide di non accorgersi della nuova arrivata.
Mettiamo inoltre in conto che io sono una, loro tanti, tutti da inquadrare, catalogare, definire, inquisire, misurare, scrutare senza abbassare troppo la guardia, anche perchè non ne ho voglia.
A questo aggiungiamo una serie di infiniti motivetti che mi danno noia come abituarsi ad un nuovo percorso da fare mattina e sera, prendere atto dei nuovi orari, rendersi conto di cosa non avevi considerato, messo in conto, pro e contro.
Insomma ho fretta di capire, essere parte, sentirmi tra mura amiche ma la verità è che questo periodo è come la prefazione di un libro, che non ho affatto voglia di leggere, che mi appare sempre inutile ma che non dovrei sottovalutare, quindi cerco di leggerla in fretta, non voglio soffermarmici troppo, quante pagine mancano?Speriamo che il libro sia tutta un'altra storia.
Dopo la prefazione inoltre ci sono le prime 100 pagine circa, quelle entro le quali solitamente mi rendo conto se il libro che ho scelto, riuscirò a finirlo.

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