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Pain demands to be felt

Eccole le parole più semplici ed efficaci: il dolore esige di essere vissuto.

Sono passati sei mesi ed ancora cerco tutte le risposte, ancora ogni giorno qualcosa di te mi torna in mente in un misto di strazio e dolce nostalgia.
La nostra foto in sala, il giorno del tuo compleanno, l'incrocio tra Via Pascoli e Viale Romagna, il calcolo della percentuale, un sogno fragile ma quasi reale, una canzone scritta per te, cantata quasi ogni giorno, come se potessi sentirmi.
Ma non c'è nulla da spiegare, se non tenere bene a mente quelle parole là in cima: di cazzi non ce n'è, non si scappa, è come giocare a nascondino da piccoli, crediamo di non essere visti, ci fanno credere che ci siamo nascosti perfettamente ma non è così, siamo addirittura prevedibili, ieri era il retro di una porta o sotto il letto, oggi un bicchiere di vino e quel velo di tristezza che ci appanna la vista...il dolore non fa sconti, ogni tanto allenta la presa ma è quasi per farsi sentire più violento quando torna e stringe i suoi denti sul nostro cuore, mettendo il sale sulla carne viva dei nostri sentimenti più profondi.

Quando arrivo a San Vito, vengo a portarti un fiore e ti canterò la tua canzone.

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