Passa ai contenuti principali

oggi è un giorno fragile...


"Lo stagno pronto a specchiarmi
E' un abisso per me
Che ricambia lo sguardo
Che mi parla di te.

Non vedo più nessun male che mi possa ferire
Almeno per stanotte non c'è nessun dolore"

La giornata è stata pesante un po' per tutti tra civici incompresi e strade inquiete...si mette un cd in macchina e senza volerlo parte "tutti i miei sbagli"...sarà l'inizio di questo concerto, cominciato sedute e terminato ballando...loro sono così: prima si fanno ascoltare, poi si fanno vivere, infine ti fanno ballare...in un ballo che sfoga, libera e rigenera...lo spettacolo è di quelli che pietrificano...giochi di luce incredibili, suoni pazzeschi ed una voce che entra fin dentro...le mie compagne di viaggio sono così diverse nel vivere questa emozione sia tra loro sia da me...io che mi destreggio tra sensazioni mica da ridere cercando di non lasciarmi andare mai a pensieri troppo forti...non credo di star bene ma credo sia un momento necessario...ti cerco in ogni sfumatura ma cerco di metterti in un posto diverso, cerco...ogni tanto ho paura...come adesso...

Commenti

Anonimo ha detto…
Come sempre un'esperienza da ricordare: l'ansia da circonvallazione e da "il parcheggio sarà tutto pieno", il mio primo e ultimo kebab, i posti perfetti ma tra gente alquanto discutibile, l'entrata in scena da brividi e un mare di ricordi legati a canzoni sempre così IMPORTANTI. Senza di te non sarebbe stato altrettanto bello, ma senza la tosse sicuramente sì!!!
Grazie, un bacio

Post popolari in questo blog

Il nostro amore, dopo anni di danni ed errori...

Ricordo quanto ho creduto nel nostro legame, ricordo quanto lo ho voluto, quanto credessi nella nostra intesa, così imperfetta da sembrare vera. Ricordo quando ho superato la tua diffidenza, ho accettato la sfida e mi sono battuta come un leone, senza avere paura di nessuna conseguenza. Ricordo l'intensità dei nostri momenti, mai sbiaditi, mai insipidi, mai scontati. Ricordo l'impegno, la dedizione, la convinzione, la voglia di affrontare tutto senza tirarci indietro mai. Ricordo le nostre battaglie, la quotidianità che non ci ha mai permesso di stare tranquille ma la serenità delle nostre sere assieme, dove con poco ritrovavamo la pace, dove l'amore ci faceva superare qualunque delusione di giornata. Ricordo la nostra intimità, il tuo odore delicato mischiato col mio, le tue mani così intelligenti, così terapeutiche. Ricordo i risvegli intrecciate come mai nella vita mi era capitato. Ricordo le incomprensioni, le diversità, gli scontri, la frustrazione, un dolore s...

Il dolore è un usuraio...

Palermo è uno dei personaggi più controversi di questa stagione, uno di quelli che non perdonerai ma che, alla fine, non odierai neppure. Personalmente non lo detesto perché è riuscito a trovare le parole per farsi commiserare, con una metafora che esplode come una granata e ti lascia lì, rincoglionito e con quel fischio nell'orecchio che per un po' non ti fa sentire nulla, capisci soltanto che non sei morto. Piano piano inizi a toccarti il corpo per capire se sei ancora tutto intero, lo sei? Cosa conta dopo un trauma enorme? Chi siamo dopo che ci hanno strappato il cuore dal petto? Come andiamo avanti con l'anima dilaniata? In questi mesi di grande dolore, in cui tutto si è fermato ed abbiamo avuto del tempo per tornare a guardarci dentro, non siamo diventati migliori credo ma sicuramente più consapevoli di qualsiasi cosa siamo o non siamo diventati, delle occasioni che abbiamo sprecato, delle persone che abbiamo trascurato e di quelle a cui abbiamo dato eccessiva...

Sulla poltrona dell'hotel Grado

Mi basta entrare in albergo, arrivare al banco della reception e voltarmi per sentire una vertigine nel cuore: per interminabili secondi torno a quella mattina del 2013, dove tutto era imperfetto ma intenso, toccante e quasi magico. Ti vedo, sei lì, sulla poltrona dell'Hotel Grado, spaesata ma nel tuo look impeccabile, per non sbagliare un sorriso per ciascuno, anche se non sempre ti era chiaro chi avessi davanti ma a tutti noi, fino alla fine, non hai negato un sorriso e quell'innato bisogno di mostrarti forte e sicura. Sapevo che non saresti più stata la stessa ma sapevo che ti avrei amata ogni giorno per quello che saresti stata, sapevo di non poter fare nulla per te ma ero certa che mi sarei sempre presa cura di te, credevo di sapere quanto bastava ed invece non sapevo che quelli sarebbero stati tra gli ultimi ricordi assieme e non sapevo che io non sarei più stata la stessa. Dopo anni, in cui sei mancata sempre, nelle maniere più impensabili ed impreviste, ho finalmente...