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runzi patunzi...minghi !!!

spesa da 62euro per boccucce di rosa...ma come mai?forse se qualcuno ci vedesse capirebbe il perchè...cena sobria quindi...per tre sobrie deficienti...la ormai consolidata premiata ditta A.E.M. insiste, anzi raddoppia...serata x-factor...A. ed M. si trovano fin dalla striscia quotidiana, si struggono per aspettare E. alle 20.50...MINGHI CHE FAME!!!E. alla fine arriva e dopo aver mangiato, mangiato e mangiato dice: "ma quanto avete speso,50?"...A.ed M. cominciano a ridere...ed A. si pronuncia: "acqua, acqua"...la serata prosegue tra commenti e battute improbabili (E.,quella della polverina l'hai capita solo tu!!!)...a parte quella fenomenale di M.:"Vittoria la senti la voce del popolo?"...A. si piega dal ridere sul divano...SIMONETA elimina Vittorialasentilavocedelpopolo ed in casa si scatena l'inferno...siiiiiiiiiiiiiiiii...ma A.E.M. non sanno ancora cosa le aspetta: Runzi Patunzi si infila sotto il divano e non riesce ad uscire...il panico si impossessa di lei e successivamente un odore devastante si impossessa della stanza...MINGHI!!!
Tre deficienti a cena secondo atto...
Miss Montenegro necessita del Freebreeze...ora lo sa...

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rep etra is eroum

Ho sempre nutrito un affetto particolare per questa canzone- bonsai di Carmen Consoli e forse perchè dice una cosa precisa e sentita: per arte si muore appunto. Dopo la mia prima lezione di pianoforte ed il contatto con una persona speciale come la mia insegnante posso dire di aver già imparato qualcosa e di sentirmi più "ricca". Carmen Consoli andata e ritorno poi, con i pensieri che viaggiano ed il cuore leggero sono tutto quello che mi serve.

La prossima fermata

Mi vieni a trovare, di tanto in tanto, in un'immagine, dentro un profumo, tra le pagine di un libro, negli occhi di persone della tua età che incrocio per strada e poi nei sogni. Così qualche notte fa ti ho trovata immobile davanti ad una porta bianca, hai aspettato che ti mettessi, piano, una mano su una spalla e ti sei voltata per guardarmi ed ovviamente sorridermi, mi sorridevi sempre; ti ho preso le mani ed abbiamo ballato insieme, poi mi sono messa vicina a te ed hai cominciato a dirmi di quanto fosse assurdo non riuscire più ad associare il nome a quello che pensiamo, vediamo, vogliamo esprimere perché nei rari momenti in cui quel male crudele ti toglieva le mani dal collo, tu ti rendevi perfettamente conto che qualcosa non "funzionasse" più in te. Ma non lo hai detto affatto per piangerti addosso, no, tu lo hai detto per me, aggiungendo: "nella vita prendi lo zaino e vai per il mondo e alla prossima fermata ci pensiamo, no?!" Due giorni dopo ricevo u...