Passa ai contenuti principali

chi vuol capire...

che certi compromessi non mi piacciono affatto, che ho il cuore trasparente e non sono diposta a contaminarlo, che il fatto che la mia porta sia sempre aperta non significa che tutti abbiano il diritto di entrare, spesso senza chiedere neppure "permesso", chi vuol capire che non ho paura di piangere ma che non ho la lacrima facile, chi vuol capire che scrivo e non penso quasi mai alle conseguenze, chi vuol capire che sono interista anche dopo i 20anni senza beccare un cazzo e dopo la prestazione di ieri sera, chi vuol capire che su un palco non sento più niente, neppure che sono io, chi vuol capire che col sole sorrido e con la pioggia un po' meno ma che non sono banale, chi vuol capire che il mare anche l'inverno, chi vuol capire che lei scalda il cuore senza se e senza ma, chi vuol capire che ho paura del buio e di mille altre cose ma che non mi tiro mai indietro, chi vuol capire, capisca: non è obbligatorio!

Commenti

Anonimo ha detto…
...la canzone di ieri era Cherub Rock...Sm.Pump.

Post popolari in questo blog

rep etra is eroum

Ho sempre nutrito un affetto particolare per questa canzone- bonsai di Carmen Consoli e forse perchè dice una cosa precisa e sentita: per arte si muore appunto. Dopo la mia prima lezione di pianoforte ed il contatto con una persona speciale come la mia insegnante posso dire di aver già imparato qualcosa e di sentirmi più "ricca". Carmen Consoli andata e ritorno poi, con i pensieri che viaggiano ed il cuore leggero sono tutto quello che mi serve.

La prossima fermata

Mi vieni a trovare, di tanto in tanto, in un'immagine, dentro un profumo, tra le pagine di un libro, negli occhi di persone della tua età che incrocio per strada e poi nei sogni. Così qualche notte fa ti ho trovata immobile davanti ad una porta bianca, hai aspettato che ti mettessi, piano, una mano su una spalla e ti sei voltata per guardarmi ed ovviamente sorridermi, mi sorridevi sempre; ti ho preso le mani ed abbiamo ballato insieme, poi mi sono messa vicina a te ed hai cominciato a dirmi di quanto fosse assurdo non riuscire più ad associare il nome a quello che pensiamo, vediamo, vogliamo esprimere perché nei rari momenti in cui quel male crudele ti toglieva le mani dal collo, tu ti rendevi perfettamente conto che qualcosa non "funzionasse" più in te. Ma non lo hai detto affatto per piangerti addosso, no, tu lo hai detto per me, aggiungendo: "nella vita prendi lo zaino e vai per il mondo e alla prossima fermata ci pensiamo, no?!" Due giorni dopo ricevo u...