Passa ai contenuti principali

Factory

Corsi e ricorsi storici, prima o poi tutto ritorna, raccogli quello che semini...
Quanti anni avevo quando varcavo le porte del mio Factory, quello in via Novara, quello di mio fratello, quello più grande, che fa un lavoro figo (quanti sanno che, per la mia anima da sempre e per sempre disadattata, questo è stato ed è tuttora un problema?)...ad ogni modo varcavo il mio Factory a 15 anni circa, coi miei pantaloni di velluto color cachi, la mia camicia a scacchi giallo/nera e i miei doctor martins blu...e scoprivo i primi sapori di sostanze alcoliche, che mi facevano sentire lungo il corso delle serata più audace e meno disadattata.
Ed iniziavo anche e soprattutto ad ascoltare quelle sonorità che tuttora mi appartengono e mi fanno sentire a casa.
Il Factory sarebbe poi stata la mia casa, il rifugio di tanti sabato sera, passati a sfogare le mille energie di quell'età saltando rabbiosamente su note punk, rock, crossover, metal, ska..."ho pagato una siga lire mille, le mie pupille, le mie pupille"..."anche se non c'è miele mi viene dolceeeeeeee"..."killing in the name of...fuck you I won't do what they tell me"...cuba libre, vodka lemon...più audace, meno disadattata...casa...
Ieri sera, quando a 32 anni ho varcato il mio nuovo Factory, ho pensato alla strada percorsa da quello di Via Novara a questo di Via Corelli...tantissima, faticosa, memorabile, unica, passionale, illogica, bella, commovente, la mia.
Rifarei tutto...disadattata e poco audace a tratti, va bene così.

Commenti

Post popolari in questo blog

rep etra is eroum

Ho sempre nutrito un affetto particolare per questa canzone- bonsai di Carmen Consoli e forse perchè dice una cosa precisa e sentita: per arte si muore appunto. Dopo la mia prima lezione di pianoforte ed il contatto con una persona speciale come la mia insegnante posso dire di aver già imparato qualcosa e di sentirmi più "ricca". Carmen Consoli andata e ritorno poi, con i pensieri che viaggiano ed il cuore leggero sono tutto quello che mi serve.

La prossima fermata

Mi vieni a trovare, di tanto in tanto, in un'immagine, dentro un profumo, tra le pagine di un libro, negli occhi di persone della tua età che incrocio per strada e poi nei sogni. Così qualche notte fa ti ho trovata immobile davanti ad una porta bianca, hai aspettato che ti mettessi, piano, una mano su una spalla e ti sei voltata per guardarmi ed ovviamente sorridermi, mi sorridevi sempre; ti ho preso le mani ed abbiamo ballato insieme, poi mi sono messa vicina a te ed hai cominciato a dirmi di quanto fosse assurdo non riuscire più ad associare il nome a quello che pensiamo, vediamo, vogliamo esprimere perché nei rari momenti in cui quel male crudele ti toglieva le mani dal collo, tu ti rendevi perfettamente conto che qualcosa non "funzionasse" più in te. Ma non lo hai detto affatto per piangerti addosso, no, tu lo hai detto per me, aggiungendo: "nella vita prendi lo zaino e vai per il mondo e alla prossima fermata ci pensiamo, no?!" Due giorni dopo ricevo u...

Il nostro amore, dopo anni di danni ed errori...

Ricordo quanto ho creduto nel nostro legame, ricordo quanto lo ho voluto, quanto credessi nella nostra intesa, così imperfetta da sembrare vera. Ricordo quando ho superato la tua diffidenza, ho accettato la sfida e mi sono battuta come un leone, senza avere paura di nessuna conseguenza. Ricordo l'intensità dei nostri momenti, mai sbiaditi, mai insipidi, mai scontati. Ricordo l'impegno, la dedizione, la convinzione, la voglia di affrontare tutto senza tirarci indietro mai. Ricordo le nostre battaglie, la quotidianità che non ci ha mai permesso di stare tranquille ma la serenità delle nostre sere assieme, dove con poco ritrovavamo la pace, dove l'amore ci faceva superare qualunque delusione di giornata. Ricordo la nostra intimità, il tuo odore delicato mischiato col mio, le tue mani così intelligenti, così terapeutiche. Ricordo i risvegli intrecciate come mai nella vita mi era capitato. Ricordo le incomprensioni, le diversità, gli scontri, la frustrazione, un dolore s...