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Prefazione

Mi dico che è presto per sentire che quello che ho attorno mi appartenga già e che peraltro potrebbe non succedere. Non ricordo mai come sia stata la volta precedente, quanto ci ho messo anche solo a dimenticare quella sensazione di avere tutti gli occhi puntati addosso, perchè fino ad un certo punto non ti confonderai tra la "moltitudine", non le sentirai ma sai che sarai oggetto delle loro conversazioni, a chi avrò fatto una buona impressione, a chi non sarò affatto piaciuta, chi non si accorge o per partito preso decide di non accorgersi della nuova arrivata. Mettiamo inoltre in conto che io sono una, loro tanti, tutti da inquadrare, catalogare, definire, inquisire, misurare, scrutare senza abbassare troppo la guardia, anche perchè non ne ho voglia. A questo aggiungiamo una serie di infiniti motivetti che mi danno noia come abituarsi ad un nuovo percorso da fare mattina e sera, prendere atto dei nuovi orari, rendersi conto di cosa non avevi considerato, messo in conto, ...

Voltare pagina

E' facile voltare la pagina di un libro che scrivo e leggo da quasi 4 anni? Succede oggi, mi guardo attorno ma anche e soprattutto dentro. Mi piace questo libro che ho contribuito a scrivere? Di sicuro non strapperei neppure una pagina, neanche quella più brutta che, per quanto mi riguarda, è stata scritta il 15 ottobre 2012, una giornata che ha forse iniziato a farmi pensare con convinzione che fosse arrivato il momento di terminare questo libro. Con quanto entusiasmo ho inziato a scriverlo, lo ricordo come fosse ora, quel rientro in aeroporto, senza nessuna certezza, solo quella delle persone meravigliose che avevo al mio fianco. Il primo giorno, le prime cose assegnatemi, che non avevo la minima idea di come affrontare, ho pensato soltanto "mary tu chiedi e anche se non hai capito perfettamente, falle al tuo meglio". I miei tanti errori, le mie piccole e grandi conquiste, ogni singola persona incontrata, che abbia fatto parte di questa avventura per un attimo o s...

Come il terremoto...

E' come il terremoto, le scosse di avvertimento nessuno le reputa degne di nota, pericolose, nessuno pensa di dover abbandonare la propria casa. Ci convinciamo che è tutto nella norma, che le mura che ci circondano sono sicure, non crolleranno, quella è casa nostra e va tutto bene. Intanto quella crepa sul muro dovrebbe dirci qualcosa ma ignoriamo perfino questo segnale, lo ignoreremo. Quindi verremo buttati giù dal letto nel cuore di una notte, nel momento in cui siamo più impreparati e, ancora, in quel preciso momento, non ci renderemo conto di cosa è realmente accaduto. Penseremo, istintivamente, a metterci in salvo e a portare con noi le persone care, qualche oggetto che riteniamo importante. Così ci ritroviamo davanti al fatto compiuto: quello che c'era, non c'è più e non tornerà indietro. Quello è il vero trauma, il dolore acuto che ci porteremo dentro e non se ne andrà più via. Nel momento esattamente successivo a quella scossa che ci ha sventrato più dentro c...

Sei come sei

Eva chiede a suo padre perchè non abbia mai pensato, in tutto questo tempo, di andare a riprendersela, di rubarla...e Giose le risponde che si rubano le cose che non si hanno mentre lei è figlia sua. Quando hai detto che mi avresti regalato un libro, pur non avendo idea di cosa avessi scelto, ero certa che mi avrebbe "illuminata". Ho scartato l'ultimo pacchetto di natale quindi piena di emozione e curiosità. Mi si presenta davanti agli occhi un libro di cui ignoravo l'esistenza, titolo: Sei come sei. Ho solo pensato dentro di me che non potevi che regalarmelo tu. Per me tu sei sempre stata questo: la persona che mi stupisce, che mi riserva una sfumatura sempre diversa, un libro che non è finito e che mi appassiona dal titolo e mi tiene incollata ad esso. Sei come sei, tu, nel bene, nel male, nei tuoi difetti evidenti, nei tuoi pregi indiscutibili e rari che non a tutti concedi di scoprire. Sei come sei, prendere o lasciare, nessun compromesso, solo un percorso...

Mary Christmas...

Nel mio piccolo sto tenendo botta, non te la darò vinta, dicembre. Ancora qualche giorno e sarai passato, come ogni anno e come ogni anno non sentirò la tua mancanza. Ma non abbasso la guardia perchè quelli da oggi fino alla fine, saranno i giorni più insidiosi, ti conosco, cercherai di farmi credere che tutto sia perfetto, incantevole, sereno e quando mi sarò fatta convincere arriverà quel vuoto, quel silenzio, quel nodo in gola. Ho preso le mie contromisure e ho deciso: ti affronterò a viso aperto, senza paura, consapevole di tutto quello che ho attorno, le cose belle, quelle brutte, le lacrime che non cercherò di ingoiare, le malinconie da cui mi lascerò stravolgere perchè cercare di combatterle è un errore che ho fatto troppe volte; sono giunta alla conclusione che le paure vale la pena di guardarle in faccia perchè finiscano di fare tanto male. Il risultato, quando si combatte, non è mai assicurato ma sto lavorando al mio "Mary Christmas" duramente.

Non mi avrete mai...

In questi giorni di forconi, lotte disperate, tentativi di restistenza ad un sistema che ci tiene col cappio al collo, in questi giorni si sta consumando anche la mia battaglia... Non sono stata programmata per stare alle regole di questo sistema dove, pare, vedersi strappare di dosso la propria dignità va più che bene. Quindi abituatevi alla mia insofferenza e non pensate minimamente che mi passerà, sono pronta a mandare tutto a fanculo, come ho sempre fatto in ogni frangente in cui sono stata messa davanti all'evidenza di alcune verità. Io non sto seduta sorridente allo stesso tavolo con chi me la sta placidamente mettendo in quel posto, non sorrido neppure a chi pensa che io valga meno di zero, non sorrido ancora per le fottute circostanze. Come cantano i 99 Posse: la mia faccia non è serena, incompatibile con il sistema, non mi avrete mai come volete voi. Questo è quanto, presto saluterò la vostra mediocrità, i vostri giudizi facili ed insensati, la vostra totale mancanza ...

Svuotare cassetti...

Chiusi da anni, sempre sotto il naso ma chiusi, senza un motivo particolare, semplicemente perchè dentro ci sono cose che non sappiamo bene dove mettere ma sappiamo che vogliamo tenere con noi. Quante settimane, mesi, sono che dovrei svuotare quei maledetti cassetti, ci serve spazio e te l'ho promesso, sento che è arrivato il giorno in cui dalle parole devo passare ai fatti e comincio dal primo in alto, sono in tutto tre. Fra un numero imprecisato ma elevato di cellulari abbandonati e mai buttati, vecchi documenti di cui devo e voglio disfarmi, cimeli di vario genere accumulati nei vari anni di militanza in RP (tra cui Tiromancino "illusioni parallele" tour by Barley Arts), foto di persone improbabili e lettere, cartoline, scambi epistolari ormai in disuso ma a me tanto cari...ad un certo punto scorgo un tovagliolo, di quelli di carta, bianchi...ma chi conserva un tovagliolo di quel genere?!? La risposta arriva contemporaneamente al ricordo mentre leggo 349...ed il tuo...