...allora può succedere ancora e succederà sempre che un ragazzo muoia pestato da altri per una sigaretta o un'altra stronzata del genere...chi se ne importa se erano nazi...hanno già stabilito che il fatto non è accaduto per motivi politici...eppure io ci ragionerei comunque sul fatto che fossero proprio dei nazi...il padre del reo confesso: «Vorrei essere il padre della vittima anzichè il padre di mio figlio»...sono parole forti, fortissime...sono turbata...oggi si...
Palermo è uno dei personaggi più controversi di questa stagione, uno di quelli che non perdonerai ma che, alla fine, non odierai neppure. Personalmente non lo detesto perché è riuscito a trovare le parole per farsi commiserare, con una metafora che esplode come una granata e ti lascia lì, rincoglionito e con quel fischio nell'orecchio che per un po' non ti fa sentire nulla, capisci soltanto che non sei morto. Piano piano inizi a toccarti il corpo per capire se sei ancora tutto intero, lo sei? Cosa conta dopo un trauma enorme? Chi siamo dopo che ci hanno strappato il cuore dal petto? Come andiamo avanti con l'anima dilaniata? In questi mesi di grande dolore, in cui tutto si è fermato ed abbiamo avuto del tempo per tornare a guardarci dentro, non siamo diventati migliori credo ma sicuramente più consapevoli di qualsiasi cosa siamo o non siamo diventati, delle occasioni che abbiamo sprecato, delle persone che abbiamo trascurato e di quelle a cui abbiamo dato eccessiva...
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