Passa ai contenuti principali

uno sguardo al mare...

...sto sognando e me ne rendo perfettamente conto...mi capita quando tutto quello che ho intorno lascia poco spazio all'immaginazione ed io mi soffoco con mille preoccupazioni...mi capita quando ho trascurato me stessa per troppo tempo ed ho lasciato posto unicamente agli altri nelle mie priorità...mi capita quando c'è un dolore sottile, di fondo, che diversamente non saprei evitare...mi capita quando ho terminato le forze e sono ad un passo da terra...mi capita quando stringo la testa tra le gambe e penso "bè mary, cos'hai seminato?e cosa hai raccolto?"...mi capita quando amo forte e senza un senso...mi capita quando mi assalgono i ricordi di momenti perfetti che proprio per questo non torneranno mai...mi capita quando mi fermo davvero a pensare al perchè ed un perchè non esiste...doveva andare così con i tuoi occhi che erano solo per me e poi non lo sono stati più...come una botta tra capo e collo...mi capita che ho bisogno di rivolgere uno sguardo al mare...che solo, da sempre, entra dentro e porta via ogni cosa...tutto...
"e intanto il tempo passa e tu non passi mai..."

Commenti

Luna ha detto…
il mare cura davvero ogni cosa..lava le ferite..fa pulizia nel cuore e dona forza per ripartire...

Post popolari in questo blog

rep etra is eroum

Ho sempre nutrito un affetto particolare per questa canzone- bonsai di Carmen Consoli e forse perchè dice una cosa precisa e sentita: per arte si muore appunto. Dopo la mia prima lezione di pianoforte ed il contatto con una persona speciale come la mia insegnante posso dire di aver già imparato qualcosa e di sentirmi più "ricca". Carmen Consoli andata e ritorno poi, con i pensieri che viaggiano ed il cuore leggero sono tutto quello che mi serve.

La prossima fermata

Mi vieni a trovare, di tanto in tanto, in un'immagine, dentro un profumo, tra le pagine di un libro, negli occhi di persone della tua età che incrocio per strada e poi nei sogni. Così qualche notte fa ti ho trovata immobile davanti ad una porta bianca, hai aspettato che ti mettessi, piano, una mano su una spalla e ti sei voltata per guardarmi ed ovviamente sorridermi, mi sorridevi sempre; ti ho preso le mani ed abbiamo ballato insieme, poi mi sono messa vicina a te ed hai cominciato a dirmi di quanto fosse assurdo non riuscire più ad associare il nome a quello che pensiamo, vediamo, vogliamo esprimere perché nei rari momenti in cui quel male crudele ti toglieva le mani dal collo, tu ti rendevi perfettamente conto che qualcosa non "funzionasse" più in te. Ma non lo hai detto affatto per piangerti addosso, no, tu lo hai detto per me, aggiungendo: "nella vita prendi lo zaino e vai per il mondo e alla prossima fermata ci pensiamo, no?!" Due giorni dopo ricevo u...