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il gioco dell'Oca

Ci giocavate da piccoli? Lotta per scegliere la pedina, la tua, quella del tuo colore preferito che era inevitabilmente quello di tutti gli altri. Mi adattavo quasi sempre, a farmene piacere un altro di colore intendo e così sarebbe sempre stato nella mia vita...metafora? Si iniziava a giocare, le regole erano semplici e tutto dipendeva dai dadi, chi arrivava per primo alla fine vinceva, nel mezzo vari tipi di "trappole" che potevano farti tornare indietro, fermarti per un giro, infine eliminarti senza appello dal gioco, proprio sulla casella appena precedente al traguardo. Io me lo sentivo sempre quando sarebbe accaduto, me lo dicevano le vibrazioni dei dadi fra le mani, la sudorazione delle mani, la fortuna delle giocate precedenti o quella dei miei avversari. Stare fermi un giro era una tortura perchè quasi sempre venivi sorpassato da uno o più partecipanti, tornare indietro non ne parliamo, con tutta la fatica fatta per arrivare fin lì ma finire nel pentolone era fra...

Via Monterosa, angolo Alberto Mario...

Per tre anni la mia vita è stata li...ore 8.30, ogni mattina. Il primo giorno ad accogliermi la Sig.ra Ornella, mi spiega in cosa consiste il lavoro, di me c'erano poche cose da sapere, ero poco più che ventenne e senza alcuna esperienza. Decidono di puntare su di me, mi affiancano alle impiegate esperte dell'agenzia, che già dopo pochi giorni sono felici di me, apprendo in fretta e non devono ripetermi 100 volte le cose come "con quelle precedenti"...sono orgogliosa anche se non mi sembra di essere per nulla speciale, solo normale. E piano piano conosco i vari personaggi che popolano l'agenzia: Virginia, Romina, gli agenti M&M, Stefania, Ivan, Giorgio e infine Lui. Lui è la mente, Lui è quello che decide tutto in realtà, quello che fa gli accordi, quello con cui bisogna parlare per ottenere, limare, rivedere...è un uomo brillante, scaltro, intelligente, elegante, si vede che gli piacciono le belle donne e la bella vita in generale, furbo, santo neanche pe...

Ma infondo quello che voglio è che tu sia contenta...

Ho sempre pensato che ami quando la prima cosa che conta è quel sorriso. Ho sempre pensato di amare quando fa lo stesso , perchè quello che voglio è che tu sia contenta . Ho sempre pensato che ho amato quando non mi riesce facile parlare di questo, soprattutto adesso, che lei non c'è. Oggi, che un giorno uguale agli altri non è, penso a te più che mai...al tuo sorriso più che mai... E ancora penso che, davvero, tutto quello che vorrei è saperti felice... vederti sorridere...niente di più . Quindi ti amo.

Factory

Corsi e ricorsi storici, prima o poi tutto ritorna, raccogli quello che semini... Quanti anni avevo quando varcavo le porte del mio Factory, quello in via Novara, quello di mio fratello, quello più grande, che fa un lavoro figo (quanti sanno che, per la mia anima da sempre e per sempre disadattata, questo è stato ed è tuttora un problema?)...ad ogni modo varcavo il mio Factory a 15 anni circa, coi miei pantaloni di velluto color cachi, la mia camicia a scacchi giallo/nera e i miei doctor martins blu...e scoprivo i primi sapori di sostanze alcoliche, che mi facevano sentire lungo il corso delle serata più audace e meno disadattata. Ed iniziavo anche e soprattutto ad ascoltare quelle sonorità che tuttora mi appartengono e mi fanno sentire a casa. Il Factory sarebbe poi stata la mia casa, il rifugio di tanti sabato sera, passati a sfogare le mille energie di quell'età saltando rabbiosamente su note punk, rock, crossover, metal, ska..."ho pagato una siga lire mille, le mie pupi...

Per un momento sarà pieno inverno...

Secondo giorno di buio a quest'ora, sarà sempre peggio o prima se suona meglio, perlomeno da qui al 13 dicembre, poi una lenta risalita di cui nessuno si renderà conto almeno fino a marzo inoltrato. Insomma, è lunga, lunga e dura e chi pensa che non sarà così si farà travolgere da questo inverno. Io invece sono pronta, negli anni ho affinato le mie tecniche di sopravvivenza, nel tempo ho irrobustito il mio cuore fragile e saldato bene l'anima perchè non voli via come una foglia ingiallita... In questo periodo bisogna essere pronti ai pensieri che arrivano da lontano, come i venti del nord, che portano aria gelida e tagliente, che in un attimo ricoprono tutto di neve bianca e paralizzante. Bisogna stare attenti ai fuochi attorno ai quali si sceglie di radunarsi perchè alcuni invece di scaldarci possono bruciarci. C'è bisogno di essere pronti alle piogge frequenti e stucchevoli, come le malinconie che ci coglieranno all'improvviso, bagnandoci il viso...e poi anche il...

Maria

"Poi, a me piacciono tutti i nomi un po' da presepio, tipo Maria...nessuno chiama più una bimba del futuro Maria...invece, io credo sia stupendo avere una bambina che ti ronza tra le gambe e per chiamarla a te devi dire Stella o magari Maria. Tutto diventa di miele." G.Sangiorgi Ero in metropolitana e trattenevo a stento il sorriso pensando al mio nome che tuttora faccio fatica a farmi piacere, che col tempo ho apprezzato lievemente perlomeno per il fatto che si fa sempre più unico perchè, appunto, nessuno chiama più una bimba del presente oltre che del futuro, Maria... e poi il sorriso si è esteso pensando al miele e a quello che mi lega a te, tanto.

Inaccettabile

Inaccettabili sono le parole che ho sentito uscire da quella bocca. Inaccettabile è la condizione in cui sono costretta a vivere da due anni e mezzo. Inaccettabile è che abbia sempre svolto il mio lavoro con la massima serietà non essendo mai considerata in modo serio a livello professionale. Inaccettabile è stato stare a guardare tutti quanti i miei colleghi, in due anni e mezzo, ricevere tredicesima e quattordicesima. Inaccettabile è dopo due anni e mezzo trascorsi in un'azienda, stare questo mese senza alcun tipo di contratto nè garanzia, attaccata ad una promessa. Inaccettabile è che io abbia solo doveri e nessun diritto. Inaccettabile è sentirmi dire che ho problemi ad esprimermi da qualcuno che sistematicamente sbaglia modi e tempi, per non parlare di forma. Inaccettabile è che debba sentirmi dire che i "fottuti particolari fanno la differenza" da uno che perde di vista l'unico particolare che conta: no contratto = liberi tutti. Inaccettabile è che mi si...