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i miei fallimenti...

...all'asilo...il gioco della campanella...non dovevi farla suonare portandola in mano per tutta la lunghezza della classe...la mia suonava...alle elementari...claudio era il mio preferito ma non voleva stare con me, preferiva alice...ho amato e sofferto in silenzio...alle medie...il professore di musica mi ha chiesto di che accordi fosse composta "la gatta" di Gino Paoli...avevo paura di sbagliare e non risposi...era il giro di do, lo sapevo, lui non saprà mai che conoscevo la risposta...al liceo...innumerevoli...dopo il liceo...due iscrizioni all'università, entrambe fallite, corsi di laurea improbabili...il rapporto con mia madre...ci siamo ferite a vicenda credo...il mio rapporto con dio...non credo sia mai stato alla pari...da entrambe le parti...il volontariato all'istituto tumori...guardate quei bambini che soffrono, io ho fallito, forse nel modo più clamoroso...con la Ste quella sera in cui dovevo dire invece di rompermi un dito del piede...col mio giro vita...dategli un occhio!!!
ultimo fallimento...un viaggio a Firenze...ho cercato di dare quel che avevo...evidentemente è risultato ben poco...

Commenti

Anonimo ha detto…
e l'elenco dei successi dov'e'?
...un'amica preziosa x molte persone,una tenera zia x 2 cuccioli(anzi...4!),una figlia amorevole(nessun rapporto madre-figlia e' facile...nessuno...),un'artista di talento,un punto di rifermento nel lavoro e nella vita x tuo fratello...ah,dimenticavo...una cugina molto molto amata...e pensare che tante volte avrei desiderato avere i tuoi pregi...
...e l'elenco continua...
Joe Rokocoko ha detto…
... e continua davvero quell'elenco, mary... io non riporto nulla qui... spero solo di vederti stare bene il più presto possibile. e se non sarà così ti prenderò a sberle.. sappilo..

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Il dolore è un usuraio...

Palermo è uno dei personaggi più controversi di questa stagione, uno di quelli che non perdonerai ma che, alla fine, non odierai neppure. Personalmente non lo detesto perché è riuscito a trovare le parole per farsi commiserare, con una metafora che esplode come una granata e ti lascia lì, rincoglionito e con quel fischio nell'orecchio che per un po' non ti fa sentire nulla, capisci soltanto che non sei morto. Piano piano inizi a toccarti il corpo per capire se sei ancora tutto intero, lo sei? Cosa conta dopo un trauma enorme? Chi siamo dopo che ci hanno strappato il cuore dal petto? Come andiamo avanti con l'anima dilaniata? In questi mesi di grande dolore, in cui tutto si è fermato ed abbiamo avuto del tempo per tornare a guardarci dentro, non siamo diventati migliori credo ma sicuramente più consapevoli di qualsiasi cosa siamo o non siamo diventati, delle occasioni che abbiamo sprecato, delle persone che abbiamo trascurato e di quelle a cui abbiamo dato eccessiva...

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