Passa ai contenuti principali

a terra...

"A caduta libera
E in cerca di uno schianto
Ma fin tanto che sei qui
Posso dirmi vivo..."


In fondo d'inciampare nei ricordi può capitare a chiunque,no?In fondo di sbattere contro il passato è successo un po' a tutti,no?In fondo di cadere in quei momenti così malinconici che in 5 secondi tutto ti si materializza davanti...non capita ad ognuno?In fondo graffiarsi con sentimenti un po' arrugginiti, che bruciano ancora un po'...succede a ciascuno,no?...così, forse proprio a caduta libera, attendi quello schianto col terreno, sentirne l'odore ed il dolore...sai che nulla ma proprio nulla ti concederà ancora un solo istante di quella perfetta perfezione, la tua...non lo vuoi neppure tu che a perfetta perfezione corrisponde poi perfetto dolore...ti resta solo prenderne atto: "fintanto che sei qui posso dirmi vivo..."...e te lo ripeti segretamente...a terra...

Commenti

Luna ha detto…
A volte quello schianto e' proprio necessario per poter risalire..ed anche se le ferite spesso bruciano ancora, anche se si pensa che siano ormai cicatrizzate..il dolore e' inevitabile..ma non sei sola..
sempre con te...
Anonimo ha detto…
Guarda che a volte gli schianti fanno bene....aiutano a conoscersi.

Post popolari in questo blog

rep etra is eroum

Ho sempre nutrito un affetto particolare per questa canzone- bonsai di Carmen Consoli e forse perchè dice una cosa precisa e sentita: per arte si muore appunto. Dopo la mia prima lezione di pianoforte ed il contatto con una persona speciale come la mia insegnante posso dire di aver già imparato qualcosa e di sentirmi più "ricca". Carmen Consoli andata e ritorno poi, con i pensieri che viaggiano ed il cuore leggero sono tutto quello che mi serve.

La prossima fermata

Mi vieni a trovare, di tanto in tanto, in un'immagine, dentro un profumo, tra le pagine di un libro, negli occhi di persone della tua età che incrocio per strada e poi nei sogni. Così qualche notte fa ti ho trovata immobile davanti ad una porta bianca, hai aspettato che ti mettessi, piano, una mano su una spalla e ti sei voltata per guardarmi ed ovviamente sorridermi, mi sorridevi sempre; ti ho preso le mani ed abbiamo ballato insieme, poi mi sono messa vicina a te ed hai cominciato a dirmi di quanto fosse assurdo non riuscire più ad associare il nome a quello che pensiamo, vediamo, vogliamo esprimere perché nei rari momenti in cui quel male crudele ti toglieva le mani dal collo, tu ti rendevi perfettamente conto che qualcosa non "funzionasse" più in te. Ma non lo hai detto affatto per piangerti addosso, no, tu lo hai detto per me, aggiungendo: "nella vita prendi lo zaino e vai per il mondo e alla prossima fermata ci pensiamo, no?!" Due giorni dopo ricevo u...