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inguaribile romantica...

"come fai adesso che non c'è neanche più lui con te, lui che aveva grandi cose per la testa, lui che poi un giorno come niente ha detto basta...sei un'inguaribile romantica, un po' nevrotica ma non patetica...certo unica..."

...se lascio aperta la finestra nella notte...potrebbe entrare il freddo di una giornata uggiosa e sentirei l'odore di pioggia al mio risveglio...o potrebbe entrare il calore del sole del mattino e sentirei tutto quello che basta...io rischio e lascio aperta la finestra nella notte...sono un'inguaribile romantica...è così che mi sento...per quello forse ho bisogno di vedere il tuo viso per capire ogni cosa...per quello forse, come ho sentito in tv, devo vivermi ogni cosa di pancia...per quello forse stasera salirò su quel palco e non saprò cantare quella canzone ma...ci proverò comunque...
Miss Montenegro...un po' nevrotica...

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Il nostro amore, dopo anni di danni ed errori...

Ricordo quanto ho creduto nel nostro legame, ricordo quanto lo ho voluto, quanto credessi nella nostra intesa, così imperfetta da sembrare vera. Ricordo quando ho superato la tua diffidenza, ho accettato la sfida e mi sono battuta come un leone, senza avere paura di nessuna conseguenza. Ricordo l'intensità dei nostri momenti, mai sbiaditi, mai insipidi, mai scontati. Ricordo l'impegno, la dedizione, la convinzione, la voglia di affrontare tutto senza tirarci indietro mai. Ricordo le nostre battaglie, la quotidianità che non ci ha mai permesso di stare tranquille ma la serenità delle nostre sere assieme, dove con poco ritrovavamo la pace, dove l'amore ci faceva superare qualunque delusione di giornata. Ricordo la nostra intimità, il tuo odore delicato mischiato col mio, le tue mani così intelligenti, così terapeutiche. Ricordo i risvegli intrecciate come mai nella vita mi era capitato. Ricordo le incomprensioni, le diversità, gli scontri, la frustrazione, un dolore s...

Il dolore è un usuraio...

Palermo è uno dei personaggi più controversi di questa stagione, uno di quelli che non perdonerai ma che, alla fine, non odierai neppure. Personalmente non lo detesto perché è riuscito a trovare le parole per farsi commiserare, con una metafora che esplode come una granata e ti lascia lì, rincoglionito e con quel fischio nell'orecchio che per un po' non ti fa sentire nulla, capisci soltanto che non sei morto. Piano piano inizi a toccarti il corpo per capire se sei ancora tutto intero, lo sei? Cosa conta dopo un trauma enorme? Chi siamo dopo che ci hanno strappato il cuore dal petto? Come andiamo avanti con l'anima dilaniata? In questi mesi di grande dolore, in cui tutto si è fermato ed abbiamo avuto del tempo per tornare a guardarci dentro, non siamo diventati migliori credo ma sicuramente più consapevoli di qualsiasi cosa siamo o non siamo diventati, delle occasioni che abbiamo sprecato, delle persone che abbiamo trascurato e di quelle a cui abbiamo dato eccessiva...

Sulla poltrona dell'hotel Grado

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