Passa ai contenuti principali

calcolo delle probabilità...


...le previsioni non sono affatto a mio favore...parto con una penalizzazione di almeno dieci punti...non mi piacciono le sfide e sono facile alla lamentela...per questo motivo ho collezionato ingressi anticipati negli spogliatoi nel corso degli anni...gioco in trasferta, su un campo che non è il mio...metto le mani avanti, tipico di me...ho la tendenza a lasciarmi andare, la mia determinazione ha tempo di infrangimento record...la resistenza non è mai stata il mio forte...mi do spesso degli aiutini, insomma, gioco sporco...non reggo la tensione, della serie: quando il gioco si fa duro, io, esco di scena...mi innervosisco, cedo alle provocazioni, sono bersaglio facile, spesso commetto più volte lo stesso errore...il calcolo delle probabilità è disastroso servito su un piatto d'argento dal sapore amaro, quasi disgustoso...posso cominciare...via!

Commenti

Anonimo ha detto…
ma che diamine ci fai sveglia a quest'ora? che cavolo stai farneticando? ma soprattutto sei conscia del fatto che con il tuo bel messaggio di stamattina tu mi abbia svegliato dieci minuti prima del previsto?!!!!!!
per questa volta ti perdono....e solo per il sushi!!!!!
un bacio e a dopo topo pazzo

Post popolari in questo blog

rep etra is eroum

Ho sempre nutrito un affetto particolare per questa canzone- bonsai di Carmen Consoli e forse perchè dice una cosa precisa e sentita: per arte si muore appunto. Dopo la mia prima lezione di pianoforte ed il contatto con una persona speciale come la mia insegnante posso dire di aver già imparato qualcosa e di sentirmi più "ricca". Carmen Consoli andata e ritorno poi, con i pensieri che viaggiano ed il cuore leggero sono tutto quello che mi serve.

La prossima fermata

Mi vieni a trovare, di tanto in tanto, in un'immagine, dentro un profumo, tra le pagine di un libro, negli occhi di persone della tua età che incrocio per strada e poi nei sogni. Così qualche notte fa ti ho trovata immobile davanti ad una porta bianca, hai aspettato che ti mettessi, piano, una mano su una spalla e ti sei voltata per guardarmi ed ovviamente sorridermi, mi sorridevi sempre; ti ho preso le mani ed abbiamo ballato insieme, poi mi sono messa vicina a te ed hai cominciato a dirmi di quanto fosse assurdo non riuscire più ad associare il nome a quello che pensiamo, vediamo, vogliamo esprimere perché nei rari momenti in cui quel male crudele ti toglieva le mani dal collo, tu ti rendevi perfettamente conto che qualcosa non "funzionasse" più in te. Ma non lo hai detto affatto per piangerti addosso, no, tu lo hai detto per me, aggiungendo: "nella vita prendi lo zaino e vai per il mondo e alla prossima fermata ci pensiamo, no?!" Due giorni dopo ricevo u...