Passa ai contenuti principali

voglio andare a letto...

...la sveglia è mio fratello che mi chiama alle 8,30, non so neppure come mi chiamo, capisco a fatica che devo andare a consegnare le chiavi, scusa ma ho combinato un casino e gli operai sono fuori ad aspettare...certo certo...mi butto sotto l'acqua e cerco di acquisire una certa credibilità...non ce la farò...il mio premio di consolazione sarà una colazione con cappuccio e cornetto alla crema...
torno a casa e non dormo...giuro che mai più mi pregusterò una giornata di sonno...lascerò solo che se dev'essere sia...scambio due parole con A. che è sempre carino averci a che fare...il pranzo è qualcosa che non può essere raccontato: alla fine penserò che è il 5/09 e forse non è un caso...
le persone sono confuse per fatti loro e credono poi di chiarirsi con me...lascio fare...come previsto io non ho nulla da perderci, le mie certezze bene in testa...dall'altro lato si va in crisi e forse per troppo poco...
comincio ad avere sonno o forse non ho mai smesso di averne in questa giornata in cui credo che poi D. si sia scocciata (e non le do torto...) e A. promette di passarmi a trovare prima o poi...
per quanto mi riguarda voglio solo andare a letto, non posso e mi dico che domani sarà ben diverso...alquanto, tutto...

Commenti

Post popolari in questo blog

rep etra is eroum

Ho sempre nutrito un affetto particolare per questa canzone- bonsai di Carmen Consoli e forse perchè dice una cosa precisa e sentita: per arte si muore appunto. Dopo la mia prima lezione di pianoforte ed il contatto con una persona speciale come la mia insegnante posso dire di aver già imparato qualcosa e di sentirmi più "ricca". Carmen Consoli andata e ritorno poi, con i pensieri che viaggiano ed il cuore leggero sono tutto quello che mi serve.

La prossima fermata

Mi vieni a trovare, di tanto in tanto, in un'immagine, dentro un profumo, tra le pagine di un libro, negli occhi di persone della tua età che incrocio per strada e poi nei sogni. Così qualche notte fa ti ho trovata immobile davanti ad una porta bianca, hai aspettato che ti mettessi, piano, una mano su una spalla e ti sei voltata per guardarmi ed ovviamente sorridermi, mi sorridevi sempre; ti ho preso le mani ed abbiamo ballato insieme, poi mi sono messa vicina a te ed hai cominciato a dirmi di quanto fosse assurdo non riuscire più ad associare il nome a quello che pensiamo, vediamo, vogliamo esprimere perché nei rari momenti in cui quel male crudele ti toglieva le mani dal collo, tu ti rendevi perfettamente conto che qualcosa non "funzionasse" più in te. Ma non lo hai detto affatto per piangerti addosso, no, tu lo hai detto per me, aggiungendo: "nella vita prendi lo zaino e vai per il mondo e alla prossima fermata ci pensiamo, no?!" Due giorni dopo ricevo u...