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brividi...

...moltheni comincia a mettere in moto i pensieri..."l'aria rarefatta non produce odore, non mi cambia più l'umore"...sono le 18,25 e sono sotto il ponte di V.le Brianza: a cosa o a chi penso è del tutto irrilevante...?Ho bisogno di parole pungenti ed è partita la canzone giusta..."mentre moltiplichi ragioni di fango...vedo quel che vedo"...perchè il punto sta lì...mi dico: perchè questa rabbia di dentro?..."non riesco a perdonarti veramente..."...riuscirò mai a farlo un giorno?
Entro al Rnr...mi sento decisamente meglio rispetto a ieri, so che questi pensieri sono solo i postumi di una giornata pesante come quella di ieri...passata a leggere di chi proprio non ce l'ha fatta ad uscirne con la mia stima...rock tv trasmette un pezzo che riattiva nuovamente i pensieri...Valvonauta...la mente va a quella sera al Rolling Stone, ero piccolissima e già tremavo per questa canzone..."anche se non c'è miele mi viene dolce..."...anche qui a chi o cosa penso è irrilevante...?
Perchè..."sto bene se non torni mai"...ma poi tu torni sempre, io ti faccio sempre tornare...

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rep etra is eroum

Ho sempre nutrito un affetto particolare per questa canzone- bonsai di Carmen Consoli e forse perchè dice una cosa precisa e sentita: per arte si muore appunto. Dopo la mia prima lezione di pianoforte ed il contatto con una persona speciale come la mia insegnante posso dire di aver già imparato qualcosa e di sentirmi più "ricca". Carmen Consoli andata e ritorno poi, con i pensieri che viaggiano ed il cuore leggero sono tutto quello che mi serve.

La prossima fermata

Mi vieni a trovare, di tanto in tanto, in un'immagine, dentro un profumo, tra le pagine di un libro, negli occhi di persone della tua età che incrocio per strada e poi nei sogni. Così qualche notte fa ti ho trovata immobile davanti ad una porta bianca, hai aspettato che ti mettessi, piano, una mano su una spalla e ti sei voltata per guardarmi ed ovviamente sorridermi, mi sorridevi sempre; ti ho preso le mani ed abbiamo ballato insieme, poi mi sono messa vicina a te ed hai cominciato a dirmi di quanto fosse assurdo non riuscire più ad associare il nome a quello che pensiamo, vediamo, vogliamo esprimere perché nei rari momenti in cui quel male crudele ti toglieva le mani dal collo, tu ti rendevi perfettamente conto che qualcosa non "funzionasse" più in te. Ma non lo hai detto affatto per piangerti addosso, no, tu lo hai detto per me, aggiungendo: "nella vita prendi lo zaino e vai per il mondo e alla prossima fermata ci pensiamo, no?!" Due giorni dopo ricevo u...