Passa ai contenuti principali

why can't we just rewind?


...mangio un panino in un bar...la zona fa andare la mente a sensazioni passate...c'è quel programma di mtv che mette i sottotitoli dei testi...di modo che uno possa capire anche cosa dice una canzone oltre a come suona...la mia attenzione si focalizza su poche parole, pronunciate e cantate con la giusta intensità...alzo la testa per vedere se ho capito proprio bene...se davvero chi sta cantando in quel momento stia esattamente pronunciando quelle parole di cui per moltissimo tempo ho sentito l'esigenza: "why can't we just rewind.." ...domande inutili, utili a perdere il mio tempo e la mia lucidità, si insinuano nella mia mente...so che non ho sbagliato ad amarti...so che adesso nulla può essere giusto... il testo scorre e non posso fare a meno di notare quanto mi appartenga...e quanto tu non mi appartenga più...

"Pickin up the pieces
of the wreck you went and left
and i'm dealing with dilemmas in my not-so-stressful life
and i'm drinking stronger spirits
i made my home here on the floor
and i'm losing all ambition
i'm a ghost
and i'm going all out
and i'm thinking you're just as bad

you might blame it on me
but you insisted that we fall
wiped your hands of me
and said you needed more, more, more
and i'm not sleeping at night
but i'm going from bar to bar
why can't we just rewind
why can't we just rewind
why can't we just rewind oh" (P.Nutini - Rewind)

Commenti

Post popolari in questo blog

rep etra is eroum

Ho sempre nutrito un affetto particolare per questa canzone- bonsai di Carmen Consoli e forse perchè dice una cosa precisa e sentita: per arte si muore appunto. Dopo la mia prima lezione di pianoforte ed il contatto con una persona speciale come la mia insegnante posso dire di aver già imparato qualcosa e di sentirmi più "ricca". Carmen Consoli andata e ritorno poi, con i pensieri che viaggiano ed il cuore leggero sono tutto quello che mi serve.

La prossima fermata

Mi vieni a trovare, di tanto in tanto, in un'immagine, dentro un profumo, tra le pagine di un libro, negli occhi di persone della tua età che incrocio per strada e poi nei sogni. Così qualche notte fa ti ho trovata immobile davanti ad una porta bianca, hai aspettato che ti mettessi, piano, una mano su una spalla e ti sei voltata per guardarmi ed ovviamente sorridermi, mi sorridevi sempre; ti ho preso le mani ed abbiamo ballato insieme, poi mi sono messa vicina a te ed hai cominciato a dirmi di quanto fosse assurdo non riuscire più ad associare il nome a quello che pensiamo, vediamo, vogliamo esprimere perché nei rari momenti in cui quel male crudele ti toglieva le mani dal collo, tu ti rendevi perfettamente conto che qualcosa non "funzionasse" più in te. Ma non lo hai detto affatto per piangerti addosso, no, tu lo hai detto per me, aggiungendo: "nella vita prendi lo zaino e vai per il mondo e alla prossima fermata ci pensiamo, no?!" Due giorni dopo ricevo u...