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via Gogol...

...san giuliano...via gogol...sono in ritardo e piove a dirotto...la strada non la so ma sono certa che voglio arrivare...non mi sento pronta ma sono determinata...mi scorrono davanti mille immagini,alcune non le potrò mai dimenticare,nel bene e nel male...ci sono,vivo un attimo di assoluta tranquillità "in fondo tra quelle mura mi sono sempre sentita e dimostrata me stessa..." ma tutto passa in un istante,le emozioni vincono come sempre...entro timorosa,sono la più grande ma mi sento piccolissima...ripercorro gesti dimenticati da tempo,uso una cura che non mi appartiene solitamente...è il momento di entrare e decido che sarà da sola...corro,corro contro le mie paure e non sento nessuna fatica...affronto tutto col massimo impegno,sento dentro una forza che va al di là dei dolori che prestissimo cominciano ad affiorare...il ritorno è coi capelli bagnati,sotto la pioggia...torno a casa e c'è Runa...sempre sulla mia strada...

Commenti

Anonimo ha detto…
EVVVVAAAAAIIIII!!!!!

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rep etra is eroum

Ho sempre nutrito un affetto particolare per questa canzone- bonsai di Carmen Consoli e forse perchè dice una cosa precisa e sentita: per arte si muore appunto. Dopo la mia prima lezione di pianoforte ed il contatto con una persona speciale come la mia insegnante posso dire di aver già imparato qualcosa e di sentirmi più "ricca". Carmen Consoli andata e ritorno poi, con i pensieri che viaggiano ed il cuore leggero sono tutto quello che mi serve.

La prossima fermata

Mi vieni a trovare, di tanto in tanto, in un'immagine, dentro un profumo, tra le pagine di un libro, negli occhi di persone della tua età che incrocio per strada e poi nei sogni. Così qualche notte fa ti ho trovata immobile davanti ad una porta bianca, hai aspettato che ti mettessi, piano, una mano su una spalla e ti sei voltata per guardarmi ed ovviamente sorridermi, mi sorridevi sempre; ti ho preso le mani ed abbiamo ballato insieme, poi mi sono messa vicina a te ed hai cominciato a dirmi di quanto fosse assurdo non riuscire più ad associare il nome a quello che pensiamo, vediamo, vogliamo esprimere perché nei rari momenti in cui quel male crudele ti toglieva le mani dal collo, tu ti rendevi perfettamente conto che qualcosa non "funzionasse" più in te. Ma non lo hai detto affatto per piangerti addosso, no, tu lo hai detto per me, aggiungendo: "nella vita prendi lo zaino e vai per il mondo e alla prossima fermata ci pensiamo, no?!" Due giorni dopo ricevo u...