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"YOU HAVE TO SEE
WHEN THINGS, AIN'T RIGHT
FUNNY MEMORIES
WON'T FILL THIS NEED
WHEN THINGS, AIN'T RIGHT
SOME THINGS
DON'T GO AS YOU WANT THEM TO
GOOD THINGS
THEY DON'T ALWAYS COME TO YOU"

...non ho molta voglia di uscire ma tant'è...sono in macchina con la Dani e Co...li vedo volentieri, ultimamente le occasioni non sono poi tante...in sottofondo skin canta gran parte di stoosh...la serata è strana, sono giorni un po' così...il beep del mio telefono mi avvisa che un sms è arrivato, non so chi possa essere e non posso immaginarlo...poche parole ma rimango con gli occhi incollati sul cellulare come fosse arrivato un poema...sto già pensando a troppe cose e decisamente non è la serata giusta...decido di non pensare, per una volta farà solo bene mi dico...ma certo un fastidio sottile rimane...della serata parlerò poi...ora salto al rientro a casa...il volume è quello giusto e parte "good things don't always come to you"...si, mi dico, era proprio e solo questa che poteva partire, skin la canta con il giusto di tutto...devo farlo anche io...è sempre stato un ottimo metodo per esorcizzare la confusione che aleggia nella mia mente come nebbia fitta e densa...non riesco a capire e questo non mi piace...

Commenti

Anonimo ha detto…
bel viaggio.... musica vera, scelta dal mio navigatore.... per fortuna guidavo io, però!!
kiss... Dany

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rep etra is eroum

Ho sempre nutrito un affetto particolare per questa canzone- bonsai di Carmen Consoli e forse perchè dice una cosa precisa e sentita: per arte si muore appunto. Dopo la mia prima lezione di pianoforte ed il contatto con una persona speciale come la mia insegnante posso dire di aver già imparato qualcosa e di sentirmi più "ricca". Carmen Consoli andata e ritorno poi, con i pensieri che viaggiano ed il cuore leggero sono tutto quello che mi serve.

La prossima fermata

Mi vieni a trovare, di tanto in tanto, in un'immagine, dentro un profumo, tra le pagine di un libro, negli occhi di persone della tua età che incrocio per strada e poi nei sogni. Così qualche notte fa ti ho trovata immobile davanti ad una porta bianca, hai aspettato che ti mettessi, piano, una mano su una spalla e ti sei voltata per guardarmi ed ovviamente sorridermi, mi sorridevi sempre; ti ho preso le mani ed abbiamo ballato insieme, poi mi sono messa vicina a te ed hai cominciato a dirmi di quanto fosse assurdo non riuscire più ad associare il nome a quello che pensiamo, vediamo, vogliamo esprimere perché nei rari momenti in cui quel male crudele ti toglieva le mani dal collo, tu ti rendevi perfettamente conto che qualcosa non "funzionasse" più in te. Ma non lo hai detto affatto per piangerti addosso, no, tu lo hai detto per me, aggiungendo: "nella vita prendi lo zaino e vai per il mondo e alla prossima fermata ci pensiamo, no?!" Due giorni dopo ricevo u...