Passa ai contenuti principali

per maria teresa

La calligrafia sulla carta che avvolge il barattolo sembra quella di una bambina che ha appena cominciato a scrivere: incerta ed "arcaica"; scarto e sul tappo del barattolo un'etichetta con ancora scritto: "per Maria Teresa", stessa calligrafia.
Per tutti loro io mi chiamo così ed è così che ogni volta mi chiamano.
Tornare alle tre di notte, dopo il lavoro, e trovare quel barattolo di olive in salamoia fatto e confezionato con le sue mani, mi ha scaldato il cuore; mia madre il mattino seguente dice: "la zia Antonietta..." si, penso, non c'era bisogno me lo dicessi, era già chiaro...e sorrido.
Allora penso alla zia Antonietta: il fatto che abbia scritto il mio nome sia sulla carta che confezionava il barattolo sia sull'etichetta che ha messo sul barattolo stesso, mi fa venire in mente esattamente lei: maniaca della gentilezza, generosa, matta, buona...e poi le mille cucine diverse per le sue tavole apparecchiate per non meno di 10 persone, poi la pasta fatta in casa, il sugo fatto in casa, le galline, i conigli "fatti" in casa, poi addirittura il sapone fatto in casa; poi ancora stare sotto la capanna dell'uva e vendemmiare, le sue mani rovinate dai lavori della campagna e le sue spiegazioni sugli acini da "amputare", poi il suo mangiare solo formaggio ed il suo parlare talmente veloce da doverla intuire più che ascoltare.
A volte mi chiedo come sarei oggi se tanto affetto non mi avesse accompagnata lungo il cammino.

Commenti

Anonimo ha detto…
...mi hai fatto piangere...

Post popolari in questo blog

Il nostro amore, dopo anni di danni ed errori...

Ricordo quanto ho creduto nel nostro legame, ricordo quanto lo ho voluto, quanto credessi nella nostra intesa, così imperfetta da sembrare vera. Ricordo quando ho superato la tua diffidenza, ho accettato la sfida e mi sono battuta come un leone, senza avere paura di nessuna conseguenza. Ricordo l'intensità dei nostri momenti, mai sbiaditi, mai insipidi, mai scontati. Ricordo l'impegno, la dedizione, la convinzione, la voglia di affrontare tutto senza tirarci indietro mai. Ricordo le nostre battaglie, la quotidianità che non ci ha mai permesso di stare tranquille ma la serenità delle nostre sere assieme, dove con poco ritrovavamo la pace, dove l'amore ci faceva superare qualunque delusione di giornata. Ricordo la nostra intimità, il tuo odore delicato mischiato col mio, le tue mani così intelligenti, così terapeutiche. Ricordo i risvegli intrecciate come mai nella vita mi era capitato. Ricordo le incomprensioni, le diversità, gli scontri, la frustrazione, un dolore s...

Il dolore è un usuraio...

Palermo è uno dei personaggi più controversi di questa stagione, uno di quelli che non perdonerai ma che, alla fine, non odierai neppure. Personalmente non lo detesto perché è riuscito a trovare le parole per farsi commiserare, con una metafora che esplode come una granata e ti lascia lì, rincoglionito e con quel fischio nell'orecchio che per un po' non ti fa sentire nulla, capisci soltanto che non sei morto. Piano piano inizi a toccarti il corpo per capire se sei ancora tutto intero, lo sei? Cosa conta dopo un trauma enorme? Chi siamo dopo che ci hanno strappato il cuore dal petto? Come andiamo avanti con l'anima dilaniata? In questi mesi di grande dolore, in cui tutto si è fermato ed abbiamo avuto del tempo per tornare a guardarci dentro, non siamo diventati migliori credo ma sicuramente più consapevoli di qualsiasi cosa siamo o non siamo diventati, delle occasioni che abbiamo sprecato, delle persone che abbiamo trascurato e di quelle a cui abbiamo dato eccessiva...

Sulla poltrona dell'hotel Grado

Mi basta entrare in albergo, arrivare al banco della reception e voltarmi per sentire una vertigine nel cuore: per interminabili secondi torno a quella mattina del 2013, dove tutto era imperfetto ma intenso, toccante e quasi magico. Ti vedo, sei lì, sulla poltrona dell'Hotel Grado, spaesata ma nel tuo look impeccabile, per non sbagliare un sorriso per ciascuno, anche se non sempre ti era chiaro chi avessi davanti ma a tutti noi, fino alla fine, non hai negato un sorriso e quell'innato bisogno di mostrarti forte e sicura. Sapevo che non saresti più stata la stessa ma sapevo che ti avrei amata ogni giorno per quello che saresti stata, sapevo di non poter fare nulla per te ma ero certa che mi sarei sempre presa cura di te, credevo di sapere quanto bastava ed invece non sapevo che quelli sarebbero stati tra gli ultimi ricordi assieme e non sapevo che io non sarei più stata la stessa. Dopo anni, in cui sei mancata sempre, nelle maniere più impensabili ed impreviste, ho finalmente...