Se ora cadessi a velocità relativamente sostenuta sull'asfalto, avrei una parte del corpo ricoperta di piccole ferite, sentirei bruciare forte e non sarebbe certo una goduria l'idea di dovermi disinfettare.
Mi sento esattamente così in questi giorni, sto solo aspettando il contatto con l'asfalto, la caduta è in atto, da tempo, solo non sento ancora la pelle che sfrega sul terreno ruvido e tagliente, solo non ho ancora capito quale sia la stima dei danni, questione di tempo insomma.
Avrò modo di interrogarmi su quale sia stato il punto esatto in cui non ho visto l'ostacolo e sono inciampata perchè il momento appena precedente la caduta ha sempre i contorni un po' sfuocati, non sempre si riesce a ricostruirlo e spesso ci si convince anche di cose non esattamente vere; se proprio proprio dovessi azzardare un'ipotesi, ad ogni modo, credo mi abbia fregato sempre quel solito punto in cui la sincerità e l'essere diretta rendono il terreno come dopo una nevicata, scivoloso, sporco, insidioso...si, dev'essere lì che ho perso aderenza e "sto cadendo".
Ad ogni modo aspetto e l'attesa mi fa quasi sperare di sentire presto il dolore perchè aspettare il dolore non è di certo un piacere, fa quasi più male che il dolore stesso.
Abbiamo la sensazione di poterci rialzare subito e guarire in fretta ma la verità è un'altra storia e dobbiamo scontarcela molto spesso da soli.
Ora come ora vorrei soltanto sentire l'impatto col suolo, giusto per immaginare che, in qualche modo, il peggio sia passato e non sentire più l'inquietudine che mi afferra alla gola.
La cosa peggiore comunque sarà, alla fine, avere la certezza di non essermi sbagliata, di aver individuato esattamente il motivo della mia caduta.
Mi sento esattamente così in questi giorni, sto solo aspettando il contatto con l'asfalto, la caduta è in atto, da tempo, solo non sento ancora la pelle che sfrega sul terreno ruvido e tagliente, solo non ho ancora capito quale sia la stima dei danni, questione di tempo insomma.
Avrò modo di interrogarmi su quale sia stato il punto esatto in cui non ho visto l'ostacolo e sono inciampata perchè il momento appena precedente la caduta ha sempre i contorni un po' sfuocati, non sempre si riesce a ricostruirlo e spesso ci si convince anche di cose non esattamente vere; se proprio proprio dovessi azzardare un'ipotesi, ad ogni modo, credo mi abbia fregato sempre quel solito punto in cui la sincerità e l'essere diretta rendono il terreno come dopo una nevicata, scivoloso, sporco, insidioso...si, dev'essere lì che ho perso aderenza e "sto cadendo".
Ad ogni modo aspetto e l'attesa mi fa quasi sperare di sentire presto il dolore perchè aspettare il dolore non è di certo un piacere, fa quasi più male che il dolore stesso.
Abbiamo la sensazione di poterci rialzare subito e guarire in fretta ma la verità è un'altra storia e dobbiamo scontarcela molto spesso da soli.
Ora come ora vorrei soltanto sentire l'impatto col suolo, giusto per immaginare che, in qualche modo, il peggio sia passato e non sentire più l'inquietudine che mi afferra alla gola.
La cosa peggiore comunque sarà, alla fine, avere la certezza di non essermi sbagliata, di aver individuato esattamente il motivo della mia caduta.
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